Il ninfeo di via degli Annibaldi e i riflessi dell’acqua
Archeologia in Comune e Giornata dell'acqua

La costruzione della via degli Annibaldi nel 1895 ha messo in luce i resti di un ninfeo, del I sec. a.C., riccamente decorato e composto da una vasca e da un’abside animata da nicchie e abbellita da moltissime conchiglie di diverse specie, pietra pomice e lastrine di vetro.
Nel 1895 il taglio per l’apertura di Via degli Annibaldi ha messo in luce, a circa sei metri di profondità, i resti di un ninfeo composto da un’abside semicircolare, animata da nicchie nella parte inferiore (probabilmente nove), e da una vasca profonda m.1,45. La realizzazione della strada taglia in due la struttura: la metà ancora visibile conserva parte dell’abside costruita in opera reticolata e la vasca, in antico rivestita di lastre marmoree, destinata a raccogliere l’acqua che zampillava da una conduttura posta a circa metà altezza della parete del ninfeo. Sia l’abside che la vasca sono coperte da ciò che resta di una semicupola (totalmente ricostruita). La presenza di un antico muro, costruito quando il ninfeo era ormai interrato, taglia l’edificio e non permette di definirne la pianta originaria.
L’elemento di spicco del monumento, che prende il nome dalla moderna strada che in parte lo taglia, è la ricchissima decorazione che si distende su tutta la superficie dell’abside: è realizzata con intonaco di colore bianco, rosso e giallo, nel quale sono inserite conchiglie di diverse grandezze e di diverso tipo, lastrine di marmo e di vetro colorato sagomate come bucrani, cornucopie, corazze, scudi e frammenti di pietra pomice. Questi ultimi, in particolare, riproducono la superficie della grotta, luogo di elezione delle Ninfe, ambiente che con questi edifici si vuole ricreare.
La struttura muraria permette di datare la costruzione del ninfeo tra il 50 a.C. e l’epoca augustea: l’edificio è probabilmente parte di una ricca domus presente nell’area. Il suo abbandono ed il conseguente interro si debbono probabilmente mettere in relazione con gli espropri effettuati da Nerone in tutta la zona di Colle Oppio nel momento successivo all’incendio del 64 d.C., finalizzati alla costruzione della Domus Aurea.
Visita a cura di Federica Michela Rossi
via degli Annibaldi, angolo via del Fagutale
Prenotazione obbligatoria allo 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00).
Massimo 8 partecipanti
In caso di disponibilità le persone possono aggiungersi anche il giorno stesso sul posto
Modalità di annullamento: in caso di impossibilità a partecipare all’attività prenotata, è necessario comunicare la disdetta tramite email al seguente indirizzo: disdetta.visite@060608.it (dal lun.al giov. ore 8.30 – 17.00 / ven. ore 8.30 – 13.30). In alternativa, è necessario chiamare il Contact Center 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00).
Organizzazione: Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura
Domenica 22 marzo 2026
ore 9.30
Visita gratuita con pagamento del biglietto d’ingresso al museo secondo tariffazione vigente;
ingresso gratuito per i residenti e per i possessori della MIC card.
Si avverte, per opportuna conoscenza, che il sito è ipogeo e che l'accesso avviene tramite una scala a chiocciola.
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