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Ville della borghesia

Villa Bonelli

Questa villa, collocata sulla sommità del quartiere Portuense, costituisce un ottimo punto di osservazione per ammirare la città. Il casino nobile, di origine ottocentesca, era chiamato nel secolo scorso Villa Balzani dal nome dell’antico proprietario. Acquisita nel 1925 dall’ingegnere Bonelli venne ristrutturata interamente e dotata di una rigogliosa serra . Il suo intervento si estese anche al giardino che assunse un aspetto di parco attraverso l’inserimento di percorsi caratterizzati da fontane e gradinate che ne valorizzarono l’aspetto. Negli anni Ottanta la villa, recentemente restaurata, è stata acquisita dal Comune di Roma e adibita a sede dell' XI Municipio.

Foto Villa Flora, il casino principale

Villa Flora costituisce il più importante esempio di verde storico del quartiere Portuense, anche se attende ancora un'opera di recupero e di valorizzazione. L’area è costituita da un casino nobile di gusto eclettico, da alcuni edifici a uso agricolo ispirati all’archeologia industriale e da due pregiate serre in ghisa e vetro concepite in stile neo-medioevale. Di notevole pregio il parco, caratterizzato da un lungo viale fiancheggiato da cipressi che costeggiano le pendici della villa, distinte da rigogliosi pini e da altre essenze tipiche della flora romana.

Foto Villa Lais, il casino principale

L'attuale Villa Lais, situata in prossimità del tratto urbano di via Tuscolana, è un esempio di residenza suburbana risalente ai primi anni del '900. La villa originaria occupava un'area all'altezza del km 2 della via Tuscolana, delimitata a nord dal passaggio del rivo dell'Acqua Mariana o "Marrana di Santa Maria", che in questa zona aveva dato sviluppo all'agricoltura ed alla produzione, e a est dal percorso degli antichi acquedotti. La villa riesce ancora a conservare il fascino di minuta residenza di campagna, nonostante lo stritolamento di palazzi e traffico caotico.

Villa Lazzaroni, edificio principale

Villa Lazzaroni è un importante esempio di trasformazione, alla fine del secolo XIX, di un insediamento agricolo e produttivo del suburbano di Roma in residenza padronale, fenomeno molto diffuso in quell'epoca. Situata nel tratto urbano della via Appia Nuova, è frequentata dai cittadini della zona che qui trovano, nell'edificio principale della villa, la sede del VII Municipio.

Villa Leopardi Dittajuti

La Villa Leopardi Dittajuti sorge in un'area limitrofa alla via Nomentana, a circa due chilometri da Porta Pia, percorsa nel sottosuolo da alcuni rami delle catacombe del Coemeterium Maius (ingresso in via Asmara. Per visite rivolgersi alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra). E' un esempio di residenza di fine Ottocento, frutto della trasformazione di un'area agricola in "giardino di delizie". Attualmente l'edificio padronale, realizzato in stile neo-medioevale secondo il gusto dell'epoca, è chiuso in attesa che abbiano inizio i previsti lavori di restauro.
 Il parco, attraversato da vialetti fiancheggiati da moderni muretti in muratura, ha completamente perduto l'aspetto originario che, almeno in parte, si è progettato di recuperare nel corso dell'imminente risistemazione del giardino. In due edifici minori hanno sede la Biblioteca comunale e il Centro Anziani del II Municipio.

Villa Mazzanti

Villa Mazzanti, situata vicino al Tevere e alle strutture sportive del Foro Italico, si trova alle pendici del versante orientale del parco di Monte Mario. Dal casino nobile , ora sede dell'ente Roma Natura, si può godere di una bellissima vista sulla città. La parte più bassa, su via Gomenizza, è attrezzata con giochi e svolge appieno la funzione di parco di quartiere.

Villa Mercede

Il parco pubblico di Villa Mercede, situato tra via Marruccini e via Tiburtina, nonostante le modeste dimensioni, è molto frequentato e costituisce un ambiente fresco e ombroso per gli abitanti della zona, uno dei quartieri più congestionati dal traffico e meno ricchi di verde della città. L’area ospita il cosiddetto “teatrino”, attualmente sede della biblioteca comunale Villa Mercede del II Municipio. Un vialetto a sampietrini, fitto di palme, pini, cedri e piante lussureggianti, sistemate secondo il modello dei giardini paesaggistici, si addentra nella zona boscosa. Dotata di un’ampia arena, l’estate la villa ospita stimolanti rassegne cinematografiche.

Villa Osio

Villa Osio, oggi conosciuta come “Casa del Jazz”, situata in viale di Porta Ardeatina, nel quartiere Ostiense, è stata oggetto negli ultimi decenni di modifiche che ne hanno alterato pesantemente l’assetto originario. Il progetto venne commissionato negli anni Trenta dal vecchio proprietario l'avvocato Arturo Osio, all’ingegnere Cesare Pascoletti. Negli anni Ottanta il passaggio di proprietà a una famiglia malavitosa romana, ne ha alterato pesantemente i connotati architettonici e paesaggistici, ripristinati solo recentemente con l’esproprio da parte dello stato e l’assegnazione della proprietà al Comune di Roma.