Villa Borghese

Giardino del Lago

 Il Parco di Villa Borghese, uno dei più estesi di Roma, è delimitato da ben nove ingressi che ne consentono l’accesso dai quartieri centrali della città, Pinciano, Flaminio e Salario. Il nome della villa deriva dalla prima residenza del Cardinal Scipione Borghese, il “Casino Nobile”, fatto edificare all’inizio del Seicento su progetto di Flaminio Ponzio e di Giovanni Vasanzio e trasformato nel Novecento in museo, una delle più prestigiose raccolte di opere d’arte dal XVI al XVIII secolo, con capolavori di artisti quali Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Bernini e Canova.

 Villa Borghese ospita numerosi edifici storici coevi, quali il Casino del Graziano, il Casino Giustiniani, l’Uccelliera e la Meridiana con i meravigliosi giardini segreti, ripristinati secondo l’originario assetto seicentesco; accoglie numerosi edifici neoclassici e ottocenteschi quali il Casino dell’Orologio, la Fortezzuola, l’ampio Giardino del Lago, ridisegnato e realizzato nel 1786 da Antonio Asprucci, caratterizzato da un romantico isolotto artificiale su cui domina il Tempietto di Esculapio, raggiungibile anche con brevi escursioni in barca. La Villa è dotata di strutture per il tempo libero, il gioco, e la diffusione culturale: il Museo Canonica, casa-studio dall’artista Pietro Canonica, il Casino di Raffaello con una ludoteca per bimbi, la Casina delle Rose con la Casa del Cinema, l’eclettico giardino zoologico recentemente convertito in Bioparco, l’Aranciera trasformata nel nuovo Museo Carlo Bilotti con opere di arte contemporanea. In prossimità di Piazza di Siena, è stato allestito un ampio padiglione teatrale a pianta circolare, il Globe Theater, su modello dei teatri elisabettiani, associato alla programmazione shakespeariana.

 Dove si trova: Municipio II, quartiere Pinciano

Epoca: XVI - XX secolo

Estensione: 79 ettari

Ingressi: Via Aldrovandi, Via Raimondi (2 ingressi), Via Pinciana (2 ingressi), Piazzale San Paolo del Brasile, Piazzale Flaminio, Piazzale Cervantes, Piazzale Pablo Picasso (via di Valle Giulia)
 

 Il Parco di Villa Borghese occupa una vasta area nel cuore della città, compresa tra il tratto delle Mura Aureliane che unisce Porta Pinciana a Piazzale Flaminio, ed i nuovi quartieri Salario e Pinciano sorti nei primi anni del Novecento.
 E' tra le ville romane una delle più ricche di testimonianze artistiche e paesaggistiche. Al suo interno racchide edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell'arte barocca, neoclassica ed eclettica, contornati da alberi secolari, laghetti, giardini all'italiana e grandi spazi liberi.
 Per la sua incredibile concentrazione di musei e istituti culturali, la villa è definita "Parco dei Musei".
 Descritta nelle guide della città di tutte le epoche, ritratta da artisti famosi, ispiratrice di celebri musiche e di intense pagine di letteratura, Villa Borghese lascia trasparire ancora oggi, negli scorci inattesi del suo parco, lo splendore di un tempo.
 

La villa nel Seicento

 Il nucleo più antico di Villa Borghese, un modesto appezzamento vignato, era di proprietà dei Borghese fin dal 1580, ma nei primi anni del Seicento il cardinale Scipione Caffarelli Borghese (1576-1633), nipote prediletto di Paolo V(1605-21), avviò l' acquisizione di una serie di vigne e di terreni limitrofi con l'intenzione di crearvi una "villa di delizie", simbolo dello status sociale della famiglia (fig.1). Il cardinale Scipione affidò la realizzazione della villa a due architetti, Flaminio Ponzio (1560-1613) e Giovanni Vasanzio (1550-1665), affiancati dal giardiniere Domenico Savini da Montepulciano per la progettazione dei giardini. Dal 1606, anno di inizio dei lavori, le attività si susseguono senza sosta con la partecipazione tra gli altri, di Pietro e Gian Lorenzo Bernini. Nel 1633, la villa è pressoché completata ed ha assunto l'assetto che conserverà fino alla fine del secolo successivo. Oltre al Casino nobile (ora sede della Galleria Borghese), destinato ad ospitare l'importante collezione artistica del cardinale, ed all' Uccelliera, posto a fondale prospettico del secondo giardino segreto, la villa comprende giardini curatissimi ornati da fontane, statue e arredi antichi, boschetti e aree riservate alla caccia, alternando, in armonico equilibrio, spazi formali ed ordinati al paesaggio naturale e selvaggio.

La villa tra Settecento e Ottocento

 La villa fu mantenuta e curata senza subire sostanziali modifiche fino al 1766, quando il principe Marcantonio IV (1730-1800) intraprese consistenti lavori di trasformazione che interessarono i principali edifici, in particolare il Casino nobile ed il Casino dei Giuochi d'acqua (attuale Aranciera), ed in modo sostanziale il parco. L'intervento di maggiore rilievo fu la realizzazione del Giardino del Lago, nella zona denominata "piano dei licini"(lecci). Marcantonio si avvalse dell'opera degli architetti Antonio e Mario Asprucci e di numerosi artisti, giardinieri, paessagisti.
 Preziosi arredi ornarono i giardini: fontane e piccole fabbriche, quali la Mostra dell'Aqua Felix, la fontana dei Cavalli Marini, il Tempio di Diana, il Tempio di Antonino e Faustina e il Tempio di Esculapio dotarono il parco di nuovi e suggestivi scorci prospettici.
 

La villa nell'Ottocento

 Alla morte di Marcantonio IV gli successe il figlio Camillo (1775-1832), controverso personaggio noto per il suo sfortunato matrimonio con Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Camillo seppe dare alla magnificenza della Villa un notevole contributo. Avviò infatti l'ampliamento della proprietà, impegno continuato alla sua morte dal fratello Francesco (1776-1839), che si concretizzò con nuove importanti acquisizioni, Villa Giustiniani verso Porta del Popolo e le Ville già Pamphili e Manfroni verso Porta Pinciana. A partire dagli anni venti Camillo affidò i lavori di armonizzazione delle nuove proprietà all'architetto Luigi Canina diede alla Villa un nuovo assetto formale, con numerose piccole fabbriche di ispirazione eclettica e neoclassica. Nel corso dell'Ottocento la Villa fu teatro di spettacolari manifestazioni, quali l'ascensione aerostatica a piazza di Siena, e di feste popolari, con canti e balli, immortalate da numerosi quadri ed incisioni. L'accoglienza dei principi Borghese era ben nota al popolo romano, la villa veniva infatti aperta al passeggio festivo, nel rispetto di una tradizione che si è mantenuta fino ai nostri giorni. Dalla seconda metà del secolo, dopo gli ingenti lavori di ricostruzione promossi dal principe Marcantonio V, furono previsti ingressi a pagamento per gli svaghi offerti al pubblico: un piccolo serraglio al Giardino del Lago, un velodromo a piazza di Siena, gite in barca sul lago, tiro al piccione al Parco dei Daini, ristorante al Casino dell'Orologio e latte e panna con cialde alla Casina delle Rose, allora adibita a Vaccheria.

La villa nel Novecento

 Dopo l'Unità d'Italia si aprì il contenzioso tra la famiglia Borghese e lo Stato italiano sul possesso della Villa e al termine di una lunga controversia legale, lo Stato italiano acquistò nel 1901 l'intero complesso monumentale. Nel 1903 il Parco fu ceduto al Comune di Roma e aperto al pubblico. Nell'atto di cessione lo Stato mantenne la proprietà del Casino nobile e della ricca collezione artistica in esso contenuta, per trasformarlo in pubblico museo.
 Nel 1908 venne realizzato il cavalcavia di collegamento con il Pincio e nel 1911 nella zona del terzo recinto venne inaugurato il nuovo Giardino. Nel 1911 fu aperto il nuovo ingresso verso Valle Giulia, che collegava la villa alla nuova viabilità realizzata per i nascenti quartieri Parioli e Flaminio, e fu realizzata la grande scalinata di accesso a piazzale Firdousi. Altri ingressi furono aperti al fronte dell'attuale via Rossini, e sull'attuale via Raimondi. Fin dal 1904, nei viali della villa vennero collocati monumenti celebrativi dedicati ad illustri letterati o eroi stranieri, dono delle proprie nazioni alla città di Roma, come ad esempio quelli dedicati a Goethe, Victor Hugo, Byron, Umberto I e Firdousi che inaugurarono una tradizione ancor oggi viva. All'interno del Parco dei Daini nel 1925 fu costruito il Serbatoio dell'Acqua Marcia, a servizio dei nuovi quartieri residenziali sorti a ridosso della Villa. 
 
Nel periodo settembre 2013-aprile 2014 sono stati realizzati lavori di manutenzione straordinaria per il risanamento del bacino del laghetto del Giardino del Lago e interventi di manutenzione del tempio di Esculapio.

Nel luglio del 2015 è stato inaugurato, all’interno del parco, il “Deposito delle sculture di Villa Borghese”, un nuovo spazio espositivo che ospita circa ottanta opere provenienti in gran parte dalla collezione Borghese e poste in origine nei piazzali e nei viali della villa a decoro delle architetture, delle fontane e degli arredi. Tra il 1986 e il 1999, per ragioni di sicurezza, le sculture che ornavano il parco sono state rimosse dalle loro sedi originarie e sostituite da copie in cemento e ricoverate in deposito. La nuova area museale, progettata nel 2010, è allestita nella parte inferiore del Museo Pietro Canonica, suddivisa tra il giardino inferiore e lo spazio chiuso, in origine le cantine dell’edificio. Nonostante le spoliazioni subite, il patrimonio delle sculture di Villa Borghese comprende ancora oggi un nucleo significativo di opere, per la maggior parte copie romane del II-III secolo d.C. da originali greci del V- III sec. a.C., restaurate tra il XVI e il XIX secolo secondo il criterio del riuso e della reinterpretazione. In particolare spiccano per qualità le tre statue appartenenti in origine alla Collezione Ceoli, l’Ercole coronato, il Satiro in riposo, la Filatrice e i due leoni medievali provenienti da San Giovanni in Laterano. Un altro nucleo significativo della raccolta è quello costituito dai quattro tritoni e dai quattro mascheroni tardo-cinquecenteschi provenienti dalla Fontana dei Mascheroni e dei Tritoni al Giardino del Lago, lì collocati all’inizio del secolo XX, ma in origine appartenenti alla Fontana del Moro di Piazza Navona, opera dagli scultori Simone Moschino, Taddeo Landini, Egidio della Riviera, Silla Giacomo Longhi da Viggiù e Giovanni Antonio Dosio. Di notevole importanza sono anche le statue già ubicate nel corso dei secoli sulla balaustra del piazzale antistante e lungo il perimetro del piazzale retrostante il Casino Nobile, l’attuale Museo e Galleria Borghese e le sette sculture di epoca romana, Apollo, Mercurio, Igea, due Artemidi e due Vittorie, ampiamente rilavorate nella bottega di Vincenzo Pacetti alla fine del XVIII secolo, provenienti dal frontone e dall’attico del Tempio di Esculapio sempre nel Giardino del Lago. Altrettanto significative sono infine alcune opere oggi nel giardino, come le sculture destinate in origine al monumento al giurista olandese Jan van der Capellen, opera dello scultore Giuseppe Ceracchi (1751-1801), e il celebre “Sarcofago di Fetonte”, così chiamato per il tema del rilievo scolpito sul frontone, documentato all’interno dell’attuale Giardino del Lago già alla metà del XVII secolo.

Bibliografia essenziale

 J. Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma 1650
 D. Montelatici, Villa Borghese fuori Porta Pinciana, Roma 1700
 AA.VV., Villa Borghese, cat. mostra, Roma 1966; B. Di Gaddo, L’architettura di Villa Borghese, Roma 1997
 A. Campitelli, Villa Borghese. Da giardino del principe a parco dei romani, Roma 2003
 B.M. Santese, Villa Borghese, in A. Campitelli (a cura di), Verdi Delizie. Le ville, i giardini, i parchi storici del Comune di Roma, Roma 2005, pp.80-103

Informazioni pratiche

Indirizzo
Via Aldrovandi, Via Raimondi (2 ingressi), Via Pinciana (2 ingressi), Piazzale San Paolo del Brasile, Piazzale Flaminio, Piazzale Cervantes
Orario

 Il parco è sempre aperto

Come arrivare
 linea elettrica 116 ( percorso all'interno della Villa); bus 89, 490, 495, 160 (attraversano la Villa); bus 910, 52, 53, 628, 982, 223, 217 (strade adiacenti la Villa); tram 19, 3, 2; metro linea A (fermata Flaminio o Spagna); stazione F.S. - piazzale Flaminio (Roma- Viterbo)