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Fontane

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Via Garibaldi
Veduta generale della Mostra dell’Acqua Paola al Gianicolo
Mostra dell’Acqua Paola al Gianicolo

Autore: Giovanni Fontana, Flaminio Ponzio; Carlo Fontana.
Datazione: 1610-1614; 1690-1693.
Materiali: granito, marmi bianchi e policromi.

Costituita da cinque arcate scandite da grandi colonne di granito, la fontana si apre verso il giardino retrostante con tre finestre in corrispondenza degli archi centrali, mentre quelli laterali sono ciechi. Nel progetto originario l’acqua si riversava in cinque vasche di granito poste negli intercolumni degli archi.

Sull'attico della fontana è l’iscrizione celebrativa con lettere in piombo, nella quale ricorre un errore archeologico: si afferma infatti che furono "restaurati i condotti antichi dell'Acqua Alsietina", anzichè quelli della Traiana. Il gruppo scultoreo sommitale con due angeli sorreggenti lo stemma papale è opera dello scultore Ippolito Buzio (1562-1634).

Giovanni Fontana riutilizzò nella costruzione materiale lapideo di spoglio proveniente dai monumenti del Foro romano, mentre le colonne in granito furono condotte dalla basilica costantiniana di San Pietro, allora in corso di ricostruzione.

Tra il 1690 e il 1693 l’architetto Carlo Fontana apportò una serie di modifiche, attribuendo al monumento la sua forma attuale. Fu realizzata la grande vasca e fu completamente aperto l'arco centrale, trasformando il monumento da semplice fontana di facciata in un più organico e complesso edificio-mostra.

Il Fontanone fu danneggiato dai cannoni francesi nel 1849 e restaurato una prima volta in modo incompleto nel 1859.

Un importante intervento di restauro, svolto a cura dell’Amministrazione Comunale tra il 2002 e il 2004, ha restituito piena leggibilità al monumento evidenziando l’originaria policromia dei materiali.

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