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Portico d'Ottavia

Portico d'Ottavia

Il complesso del portico d'Ottavia prospiciente sul Circo Flaminio (area che corrisponde all'antico ghetto) fu ricostruito da Augusto, al posto del più antico portico di Metello, tra il 27 ed il 23 a.C. e dedicato a nome della sorella Ottavia.

Danneggiato dal fuoco nell'80 e nel 191 fu rifatto da Settimio Severo (203).

A questa fase appartengono per la maggior parte i resti attualmente visibili. Era un quadriportico di m. 119 x 132, a una navata sulla fronte, a due sui fianchi, che includeva i templi di Giunone Regina e Giove Statore, la Curia e due biblioteche, greca e latina.

Il lato principale del portico verso il Circo Flaminio e l'angolo sudorientale sono, in buona parte, conservati e visibili.

La fronte era interrotta al centro da grandiosi propilei.

Questo ingresso monumentale era costituito da un ambiente, i cui muri laterali erano in laterizio, rivestiti in marmo, provvisti di aperture in corrispondenza delle ali del portico.

Le facciate (del quale la posteriore inglobata nella chiesa di S. Angelo in Pescheria) erano a quattro colonne tra pilastri, di ordine corinzio decorate da un'aquila.

L'architrave riporta l'epigrafe dedicatoria del 203, il frontone è senza decorazioni; manca il tetto a doppio spiovente. Le ali del portico erano costituite da una fila di colonne anteriore e una parete in laterizio posteriore. Quest'ultima è stata rinvenuta sotto l'intonaco della casa di recente restaurata per un'altezza di circa m. 10,50 dal piano di calpestio antico del portico e segna probabilmente l'altezza massima del muro in corrispondenza dell'attacco dello spiovente del tetto che copriva il porticato.

I bracci del portico, accessibili alle estremità da altri ingressi monumentali decorati con colonne, risultavano chiusi verso l'interno, aperti solo in corrispondenza del secondo intercolumnio a partire dagli angoli.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Via del Portico d'Ottavia
Rione

XI - Sant'Angelo