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Fori Imperiali

Fori Imperiali

L’area archeologica dei Fori Imperiali si estende nel cuore di Roma, lungo l’omonima via, tra piazza Venezia e il Colosseo e confina con il complesso del Foro Romano.

Dal 25 novembre l’area archeologica riapre al pubblico e sarà visitabile secondo le seguenti modalità di accesso:
- la prenotazione dovrà avvenire esclusivamente tramite il servizio Zètema 060608;
- tutti i giorni della settimana le visite saranno riservate a gruppi organizzati;
- la visita durerà un’ora;
- il biglietto di accesso all’area è di 4€ per l’intero e di 3€ per il ridotto, da pagare direttamente sul posto (resta intesa la gratuità per determinate categorie di visitatori);
- il numero massimo di persone consentito a gruppo sarà di 30.
Anche i Fori Imperiali rientrano nel progetto “Archeologia in Comune” della Sovrintendenza Capitolina che ha predisposto visite guidate gratuite per i singoli cittadini.
Le visite, prenotabili allo 060608 a cura dei funzionari dell’Ufficio Fori Imperiali, saranno effettuate con un unico turno alle 11.30 il mercoledì, a partire dal 30 novembre.
Il costo di accesso all’area è di 4€ per l’intero e di 3€ per il ridotto (da pagare direttamente sul posto) per un numero massimo di 20 persone. Resta intesa la gratuità per determinate categorie di visitatori.

L’ingresso all’area archeologica è situato in Piazza Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana.
Il percorso della visita, seguendo la passerella presente nel sito, toccherà una parte del Foro di Traiano, passerà sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino, attraverserà il Foro di Cesare e terminerà in prossimità del Foro di Nerva, da dove si uscirà su Via dei Fori Imperiali.

L’area prima dei Fori

Risalgono alla seconda metà del II millennio a.C. le più antiche tracce della presenza umana individuate dagli scavi recenti nell’area dei Fori Imperiali e, più precisamente, in quella corrispondente al futuro Foro di Cesare.

Forica

La necessità di rinnovare le strutture amministrative e giudiziarie più antiche e di adeguarle alla nuova dimensione della città fu il pretesto che Giulio Cesare utilizzò per portare a termine una brillante iniziativa di auto-rappresentazione realizzando uno dei maggiori complessi architettonici dell’epoca e legandolo indissolubilmente al suo nome e a quello della sua famiglia: la gente Giulia.

Il Foro di Augusto

Nel 42 a.C., alla vigilia della battaglia di Filippi contro la coalizione dei cesaricidi, il giovane Gaio Ottaviano fece voto solenne di edificare in caso di vittoria, un tempio a Marte Vendicatore (Ultore).

Il Templum Pacis

Nel 71 d.C., dopo la vittoriosa repressione della rivolta giudaica, l’imperatore Vespasiano decretò la costruzione di un tempio dedicato alle Pace che fu terminato nel 75.

Il Foro di Nerva

Dopo la costruzione del Templum Pacis, ultimato nel 75 d.C., rimaneva un ampio spazio rettangolare di mt. 45 x 170, tra questo e i precedenti complessi realizzati da Augusto e Cesare, occupato da edifici più antichi e di carattere commerciale (unici sopravvissuti dell’antichissimo quartiere dell’Argiletum) e dagli ingombranti perimetri delle due gigantesche absidi meridionali del Foro di Augusto.

La Terrazza domizianea

Nello spazio compreso tra l’estremità orientale del foro di Traiano e quella settentrionale del Foro di Augusto si trova uno svettante edificio al quale fu sovrapposta, nella seconda metà del XV secolo, l’elegante Loggia dei Cavalieri di Malta, insediati nell’area dal XII secolo.

Il Foro di Traiano

Negli anni compresi tra il 95 e il 105 d.C., fu avviato un grande intervento di trasformazione dell’assetto orografico della valle dei Fori, nella quale non vi era più spazio disponibile per realizzare nuove costruzioni, tramite l’asportazione del declivio del Quirinale che la sbarrava verso nord per un totale di circa 300.000 mc di materiale rimosso.

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