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Si comunica che le consuete visite guidate ai monumenti e alle aree archeologiche comunali, effettuate a titolo volontario da esperti archeologi e storici dell’arte della Sovraintendenza, sono momentaneamente sospese per problemi sindacali.
Da oggi è dipsonibile on-line nella sezione Avvisi pubblici il "Bando di gara per un concorso di idee finalizzato alla realizzazione di n.2 opere d’arte da collocare presso la nuova aerea espositiva del MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma"
È settembre e le giornate si accorciano visibilmente: il Sole scende lungo l’eclittica passando dalla costellazione del Leone a quella della Vergine l’17/9. Il giorno 23 il Sole attraversa l’equatore celeste: è l’equinozio d’autunno e da questo momento le ore di buio supereranno quelle di luce. La Luna sarà piena proprio il 23 settembre nella costellazione dei Pesci.Saturno e Marte sono ormai scomparsi fra i bagliori del Sole al crepuscolo; li rivedremo solo fra qualche mese al mattino. Venere invece resiste ancora per un’ora dopo il tramonto, sempre più bassa a sud-ovest, mentre si avvicina alla Terra. Giove sarà il vero protagonista della notte per tutto l’autunno: il 21 settembre sarà in opposizione al Sole, accompagnato dal passaggio della Luna piena, e resterà visibile per tutta la notte. Si tratta fra l’altro di un’opposizione particolarmente favorevole perché dopo alcuni anni finalmente il grande pianeta torna a raggiungere altezze significative nei nostri cieli, inoltre si trova nei pressi del perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole: per questo Giove apparirà più brillante e (al telescopio) più grande del solito. L’opposizione di Giove è un’ottima occasione per seguire la lenta ricomparsa della sua Banda Equatoriale Sud, che dopo l’improvvisa sparizione di maggio ora sta riprendendo forma e colore. Da notare che proprio nella stessa notte, a sole 5 ore di distanza da Giove, anche il pianeta Urano sarà in opposizione al Sole, seppure invisibile a occhio nudo, sempre nei Pesci.Tra le stelle, ad ovest il Grande Carro e la stella Arturo iniziano la serata sempre più bassi; a sud troviamo il Capricorno, poi l’Acquario e i Pesci. Il Triangolo Estivo si scosta dallo zenit lasciando il posto alla debole costellazione della Lucertola e poi a Pegaso. Ormai tutte le costellazioni del mito di Andromeda sono visibili verso mezzanotte: Cefeo, Cassiopea, Perseo, Cetus. Da oriente si innalzano anche l’Ariete, l’Auriga, le Pleiadi e il Toro e l’alba giunge quando ormai sono ricomparsi perfino Orione e Sirio Al planetario il 22/9 ore 11Sipario sulle stelleConsulta la mappa
Immaginate una lontana galassia che manda la sua luce verso di noi. Immaginate che lungo il percorso si trovi un’altra galassia che intercetta quella luce. L’immagine della galassia retrostante ci arriverà distorta, poiché la luce risente della gravità e viene deviata nel suo cammino dalla presenza di grandi masse come quella di una galassia intermedia. È il concetto di lente gravitazionale: ma il modo in cui il cammino della luce viene distorto non dipende soltanto dalla massa visibile della galassia, bensì anche dalla quantità di materia oscura che la circonda, e perfino dall’abbondanza di energia oscura che permea lo spazio attraversato dalla luce della lontana sorgente. Proprio quest’ultimo fattore è stato investigato da due ricercatori americani, osservando l’ammasso di galassie Abell 1689 distante 2,2 miliardi di anni luce, in direzione della Vergine. I ricercatori hanno individuato ben 114 immagini multiple di 34 galassie poste oltre l’ammasso, prodotte dall’ammasso stesso che agisce da lente gravitazionale. Studiando il cammino della luce che genera ciascuna di quelle immagini hanno determinato l’entità della distorsione prodotta dall’energia oscura nello spazio attraversato dalla luce: è un modo assai dettagliato per ottenere la densità di energia oscura nell’universo, e il risultato sembra in perfetto accordo con altri metodi di indagine. Si conferma così, in maniera indipendente, l’abbondanza al 73% di energia oscura nella composizione energetica dell’universo. Un dato importante, perché mette a disposizione degli scienziati un nuovo metodo per la cosmologia; secondo gli autori, questo strumento si rivelerà utilissimo per analizzare le future osservazioni di lenti gravitazionali sempre più lontane, che verranno compiute fra qualche anno, quando il nuovo James Webb Space Telescope verrà lanciato nello spazio Al planetario il 9/9 ore 11Eppur si muove…Leggi la notiziawww.skyandtelescope.com
Quando nel 1972 gli astronauti Cernan e Schmitt salirono con il rover sulla scarpata lunare di Lincoln-Lee nel corso della missione Apollo 17, non potevano sospettare di essersi arrampicati a fatica sulla testimonianza di un’attività geologica recente del nostro satellite. Schmitt - che nell’aprile 2009 venne a farci visita al Planetario - sostiene di avere notato che la scarpata era ricoperta da un deposito di rocce franate probabilmente 100 milioni di anni prima, dunque doveva essere ancora più antica. Ora le immagini della sonda LRO, che sta mappando la Luna ad alta risoluzione, mostrano che queste “rughe” sono presenti su quasi tutta la superficie del nostro satellite, e si estendono su tutte le latitudini. Sono dettagli troppo piccoli per essere notati da Terra (misurano in lunghezza circa 1-2 km ma il loro sbalzo è dell’ordine di una decina di metri appena), ma risultano così netti nelle immagini della sonda da doversi essere formati solo dopo le altre strutture del suolo lunare, fra 800 milioni e 1 miliardo di anni fa, forse meno. Il loro significato è finalmente chiaro: rappresentano l’evidenza che nel passato recente la Luna si è “sgonfiata”, seppure di poco. In conseguenza di questi piccoli collassi strutturali, il diametro lunare si sarebbe ridotto complessivamente di appena 200 metri. Tuttavia questa notizia cambia lo scenario della storia geologica del nostro satellite, che si riteneva inattivo da ormai 3 miliardi di anni, quando le ultime colate laviche avevano riempito grandi bacini e depressioni formando i cosiddetti “mari”. Non si capisce ancora come queste scarpate si siano formate, in conseguenza del lento raffreddamento della Luna, ma la loro struttura lascia pensare che siano faglie di subduzione, ovvero zone in cui due strati diversi della crosta lunare si sovrappongono e uno scorre accavallandosi sull’altro: movimenti tettonici di un satellite che si credeva morto Al planetario il 18/9 ore 16Piccolo atlante lunareLeggi la notizia: www.skyandtelescope.com
Per il bando di gara “MACRO2%” concorso finalizzato alla realizzazione di n.2 opere d’arte da collocare presso la nuova area espositiva del MACRO in ottemperanza alla legge 29 luglio del 1949, n. 717 e SS. MM. II., si comunica che la commissione giudicatrice ha decretato il vincitore dell’opera n.1“Ascensore” nell’artista Arthur Watsori Duff.Al vincitore verrà comunicato a mezzo raccomandata A.R. l’esito della gara e le modalità di applicazione di erogazione della spesa per la messa in opera del progetto. Per ciò che concerne l’opera n.2 nel volume della “scala” che collega l’ingresso su via Nizza, l’art caffè e la terrazza, la commissione ha ritenuto non rispettati i parametri di compatibilità e coerenza con il progetto architettonico del nuovo MACRO. Pertanto nessuna proposta dei candidati, precedentemente selezionati, e’ stata ritenuta appropriata e rispondente alle tematiche specifiche richieste dal bando. Per i candidati selezionati ma non vincitori si procederà secondo le indicazioni previste dall’art. 8 del bando di concorso.
Dal 24 agosto il MACRO Future e La Pelanda resteranno chiusi per disallestimento mostra; da tale data con il biglietto integrato sarà possibile visitare esclusivamente il MACRO di Via Reggio Emilia.
Dal 24 agosto il MACRO Future e La Pelanda resteranno chiusi per disallestimento mostra; da tale data con il biglietto integrato sarà possibile visitare esclusivamente il MACRO di Via Reggio Emilia.
Oggi, 10 agosto, a causa di un grave problema tecnico la programmazione del Planetario è stata annullata.Il Planetario si scusa per l'inconveniente.
Oggi, 10 agosto, a causa di un grave problema tecnico la programmazione del Planetario è stata annullata.Il Planetario si scusa per l'inconveniente.
In agosto il Sole passa dalla costellazione del Cancro a quella del Leone il giorno 11. La Luna sarà piena il 24 agosto mentre sfila dalle stelle del Capricorno all’Acquario.Nelle notti del 13 e 14 una sottile falce di Luna apparirà sotto un bel triangolo di pianeti formato da Venere, Marte e Saturno. La brillantissima Venere domina ancora nel cielo serale, seppure più bassa e spostata verso sud rispetto ai mesi precedenti: grazie al suo rapido moto proprio, nei giorni centrali del mese scavalcherà prima Saturno e poi Marte, entrambi decisamente più deboli. I tre pianeti appariranno raggruppati sopra l’orizzonte occidentale subito dopo il tramonto, nella costellazione della Vergine. Ad ovest si abbassa sempre prima il Grande Carro e l’intera Orsa Maggiore, inseguita dalla stella Arturo che ne fu il guardiano; Antares e lo Scorpione abbandonano il sud e lasciano il quadrante meridionale al Sagittario, al Capricorno e all’Acquario. Allo zenit è ancora il grande Triangolo Estivo il principale asterismo visibile, formato da Deneb, Vega e Altair (la punta più meridionale del triangolo). Nella parte centrale della notte salgono alla ribalta il quadrato di Pegaso, Andromeda, Cefeo e a nordest Cassiopea e Perseo. Perfino la luminosa Capella risale da oriente. Ma l’astro più evidente della notte si trova verso sud ed è il pianeta Giove, dal chiaro colore giallastro, che si staglia isolato nei Pesci senza alcuna stella brillante a contrastarlo. Proprio in questo scenario celeste si svolgerà il fenomeno più atteso dell’estate: l’annuale pioggia delle Perseidi, le lacrime di San Lorenzo. Quest’anno è particolarmente favorevole all’osservazione delle stelle cadenti, poiché la Luna, nuova proprio il 10 agosto, non interferirà con il suo bagliore. In realtà le notti migliori per appostarsi in attesa delle meteore saranno il 12 e il 13 agosto. Il numero di stelle cadenti si aggira intorno alle 60-80 all’ora in un cielo discretamente buio, e aumenta dopo la mezzanotte, quando si solleva a oriente la costellazione di Perseo (da cui le Perseidi prendono il nome): quello è il punto del cielo da cui sembrano provenire le scie luminose. Per rintracciarlo basta trovare la costellazione di Cassiopea, a forma di W, e la sottostante stella Mirfak, di seconda grandezza.Al PlanetarioQuando cadono le stelleil 10/8 e 11/8 alle 21.00Consulta la mappa
Per chi si lamenta delle afose calure estive, ecco una bella notizia: se il nostro pianeta orbitasse intorno alla stella R136a1 invece che al Sole, sarebbe surriscaldato fino all’insostenibile temperatura di 15000 gradi – praticamente, vaporizzato. R136a1 è la più grande stella conosciuta, con una massa pari a 265 volte quella del Sole. Una mole impressionante, che demolisce la convinzione degli astronomi, secondo i quali non possono esistere stelle più pesanti di 150 masse solari: l’elevatissima energia che produrrebbero le manderebbe in frantumi. Invece nella nebulosa Tarantola all’interno della Grande Nube di Magellano brilla questa stella mostruosa, e non è l’unica: è affiancata da altre tre super stelle fra 135 e 195 masse solari, mentre un altro ammasso di stelle distante ventimila anni luce nella costellazione della Carena contiene almeno otto stelle di taglia extralarge. Il titolo di stella più massiccia spettava finora a Eta Carinae, ma il suo record di circa 100 masse solari è stato letteralmente sbriciolato. All’inizio della sua storia, R136a1 doveva avere una massa addirittura maggiore, ben 320 volte più grande del Sole, ma ben presto i suoi intensissimi venti stellari l’hanno spogliata di vari strati di materia, strappandole l’equivalente di un intero Sole ogni ventimila anni. Non c’è dubbio che il destino di questa stella mastodontica sarà segnato nel giro di poco tempo: fra meno di un milione di anni crollerà su se stessa e verrà frantumata da una catastrofica esplosione di supernova, e per fortuna noi ci troviamo ben 170000 anni luce lontano da questa bomba innescata. Alcuni specialisti sostengono che potrebbe addirittura dare luogo a un raro tipo di esplosione causato, ancor prima che dal collasso della stella, dalla frenetica produzione di coppie di particelle e antiparticelle (elettroni e positroni): l’instabilità dovuta all’annichilazione di materia e antimateria innescherebbe la detonazione e l’intera stella verrebbe distrutta, senza lasciare dietro di sé nessun residuo, nemmeno una piccola stella di neutroni. In compenso finirebbe per scagliare nello spazio incredibili quantità di metalli, e l’equivalente di 10 Soli fatti interamente di ferro.Al Planetario:Fuochi d’artificio spazialiil 17/8 alle 21.00Leggi la notizia
Fin da quando sono stati fotografati, gli anelli di Saturno ci sono apparsi come una geometria dalla perfezione ipnotica. Li immaginiamo piatti e forse anche levigati: ma non è così. Anche se il loro spessore è mediamente inferiore a 1km, gli anelli presentano delle sorprendenti strutture verticali. Le ha scoperte la sonda Cassini, che nei suoi ripetuti attraversamenti del piano degli anelli ha approfittato del recente equinozio (l’allineamento degli anelli con il piano orbitale di Saturno) per evidenziare minuscole ombre gettate sugli anelli stessi da strani sbuffi e pennacchi che si sollevano al di sopra e al di sotto. Sono colonne di polvere ghiacciata che si elevano anche di oltre 100km formando degli addensamenti concentrati lungo l’anello A, il più esterno rispetto al pianeta. In una fascia di 2000km di ampiezza se ne contano 11 a cui sono stati dati i nomi di famosi aviatori. I pennacchi più alti si formano nella regione più lontana da Saturno: Earhart, per esempio, sale ad un’altezza di 130km sopra il piano degli anelli. La dinamica della loro apparizione non è ben compresa, ma coinvolge sempre la presenza di minuscole lune, grandi anche meno di 1km e invisibili nelle immagini, che orbitano immerse fra gli anelli: le loro piccole perturbazioni sul moto delle particelle ghiacciate circostanti creano addensamenti e rarefazioni e solleverebbero i pennacchi. Osservando l’apparizione dei pennacchi si riesce a seguire la migrazione delle orbite delle lune nascoste. Sono proprio queste piccole lune a svelare un’informazione importante sul passato degli anelli, e sulla loro formazione: se si tratta di corpi solidi, come asteroidi, e non di mucchi porosi di ciottoli ghiacciati, non possono essersi formate a partire dall’aggregazione di polveri prese dall’anello. In altre parole, non si muoverebbero in quelle orbite fin dalla loro origine, anzi potrebbero provenire da un impatto che mandò in frantumi un antico satellite di dimensioni maggiori, come Mimas (che misura 400km). Sembra così prendere corpo una delle due ipotesi contrastanti che si formulano riguardo agli anelli di Saturno: che si siano originati dalla distruzione di una sua luna.Al PlanetarioTra gli anelli di Saturnoil 26/8 alle 21.00Leggi la notizia
Il Tour Virtuale dei Musei Capitolini - una produzione Zètema Progetto Cultura realizzata da HQuadro - completamente interattivo e multimediale è sviluppato con la tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva ed è realizzato mediante sofisticate tecniche di elaborazione e montaggio fotografico. Il tour permette la visita del museo effettuando una passeggiata virtuale, muovendosi all’interno degli ambienti. Grazie al movimento del mouse è possibile ruotare a 360°, in alto e in basso e zoomare fino ad avvicinarsi ai diversi elementi presenti nelle sale: sculture, quadri, dettagli architettonici, rivestimenti, soffitti e pavimenti.Il Virtual Tour è realizzato in altissima risoluzione ed è fruibile anche in modalità a tutto schermo.In totale sono 45 gli ambienti censiti per 71 hot spot (punti di vista) differenti.In ogni sala si accede ad una sezione multimedia contenente la galleria fotografica, l’audio guida e il video descrittivo dell’ambiente. Per muoversi all’interno del Museo è possibile utilizzare le mappe interattive che localizzano gli hot spot, il menu a tendina in alto a sinistra oppure cliccando sulle frecce posizionate all’interno degli ambienti. Tutti i contenuti del Virtual Tour sono stati indicati dalla Direzione dei Musei Capitolini per arricchire l’esperienza dell’utente durante la navigazione.Cura scientifica Musei Capitolini (Sistema Musei Civici Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma)Inizia il tour virtuale
Il Tour Virtuale dei Musei Capitolini - una produzione Zètema Progetto Cultura realizzata da HQuadro - completamente interattivo e multimediale è sviluppato con la tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva ed è realizzato mediante sofisticate tecniche di elaborazione e montaggio fotografico. Il tour permette la visita del museo effettuando una passeggiata virtuale, muovendosi all’interno degli ambienti. Grazie al movimento del mouse è possibile ruotare a 360°, in alto e in basso e zoomare fino ad avvicinarsi ai diversi elementi presenti nelle sale: sculture, quadri, dettagli architettonici, rivestimenti, soffitti e pavimenti.Il Virtual Tour è realizzato in altissima risoluzione ed è fruibile anche in modalità a tutto schermo.In totale sono 45 gli ambienti censiti per 71 hot spot (punti di vista) differenti.In ogni sala si accede ad una sezione multimedia contenente la galleria fotografica, l’audio guida e il video descrittivo dell’ambiente. Per muoversi all’interno del Museo è possibile utilizzare le mappe interattive che localizzano gli hot spot, il menu a tendina in alto a sinistra oppure cliccando sulle frecce posizionate all’interno degli ambienti. Tutti i contenuti del Virtual Tour sono stati indicati dalla Direzione dei Musei Capitolini per arricchire l’esperienza dell’utente durante la navigazione.Cura scientifica Musei Capitolini (Sistema Musei Civici Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma)Inizia il tour virtuale
Da martedì 27 luglio sono previste nuove modalità di visita al Museo Carlo BilottiMartedì-venerdì: visita accompagnata dal personale di custodia ogni 30 minuti dalle 9 alle 18; durata della visita 45 minuti.Sabato e domenica: visita libera.Sconto del 10% sulla consumazione presso la caffetteria (Casina del Lago) presentando il biglietto del Museo.E’ possibile prenotare gratuitamente chiamando il numero 060608
Da martedì 27 luglio sono previste nuove modalità di visita al Museo Carlo BilottiMartedì-venerdì: visita accompagnata dal personale di custodia ogni 30 minuti dalle 9 alle 18; durata della visita 45 minuti.Sabato e domenica: visita libera.Sconto del 10% sulla consumazione presso la caffetteria (Casina del Lago) presentando il biglietto del Museo.E’ possibile prenotare gratuitamente chiamando il numero 060608