Villa Doria Pamphilj

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Giardini

GIARDINO SEGRETO
Adiacente al lato meridionale del Casino del Bel Respiro, il giardino è delimitato da recinzioni perimetrali in muratura. Progettato secondo i caratteri tipici del "giardino all'italiana", conserva tuttora i parterres di bosso modellati a formare il giglio araldico pamphiliano, intervallati da due ampie peschiere ai lati e da una fontana in bronzo al centro.

GIARDINO DEL TEATRO
Creato durante il pontificato di Innocenzo X, fra il 1644 ed il 1655, il giardino prende il nome dalla grande esedra in muratura posta sul lato occidentale, destinata ad ospitare rappresentazioni teatrali e musicali all'aperto. Caratterizzata in origine da partizioni vegetali geometriche secondo il gusto del "giardino all'italiana", l'area venne radicalmente ristrutturata a metà Ottocento da Andrea Busiri Vici ed assunse le caratteristiche di un giardino paesistico di tipo inglese, arricchito da una notevole varietà di piante rare ed esotiche e da vialetti dall'andamento sinuoso.

GIARDINO DEI CEDRATI
Situato nei pressi di Villa Vecchia, deve la sua denominazione alla presenza di numerose piante di agrumi. Già indicato nelle piante seicentesche della Villa come luogo destinato alla coltivazione dei melangoli, il giardino, dedicato alla dea Venere, venne integralmente ristrutturato da Gabriele Valvassori nel XVIII secolo, con la realizzazione di "cocchi", vialetti, fontane, ed eleganti murature perimetrali decorate da cancellate in ferro battuto.

GIARDINO DELLE SERRE OTTOCENTESCHE
Splendido giardino situato di fronte alle grandi Serre neomedievali in ghisa e cristallo realizzate da Goivanni Gui a metà Ottocento. Oltre a vari alberi da frutto, si segnala per la presenza di piante esotiche, quali ad esempio diverse varietà di palme (Palma nana, Palma americana, Palma del Cile, Palma delle Esperidi blu, Cocco australe) ed un monumentale esemplare di Araucaria. E' stato oggetto di restauri in occasione del Giubileo del 2000.

VALLE DEI DAINI
La grande area adiacente al Viale del Maglio (circa 60.000 mq), già appartenente alla Villa Corsini, era originariamente sistemata secondo la tipologia del giardino toscano, con le pendici rivolte a sud coltivate a vigneto. Attorno alla metà dell'Ottocento, dopo l'annessione alla proprietà Doria Pamphilj, l'ampia vallata venne arricchita da essenze arboree di varie specie (tra cui querce, pini, olmi, pioppi, salici) e fu trasformata in una sorta di riserva di caccia, con daini ed altri animali allo stato libero.

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