Grazie ad uno scambio con la National Gallery of Canada di Ottawa, a cui la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale ha concesso in prestito la Buona Ventura di Caravaggio (in occasione di una importante mostra caravaggesca), è possibile vedere a Roma, per la prima volta, la celebre tela dipinta da Rembrandt ad Amsterdam nel 1633.
Il 1633 è l’anno in cui l’artista si fidanza con Saskia van Uylenburgh, da molti vista come modello per il personaggio principale. E’ probabile che il quadro sia da collegare al matrimonio tra i due, già stabilito al momento dell’esecuzione (Saskia e Rembrandt si sposeranno ad Amsterdam il 22 giugno 1634).
Il soggetto del dipinto è una eroina del Vecchio Testamento, probabilmente Ester o Giuditta (Giuditta sembra prevalere, nella critica). In entrambi i casi si tratta di giovani donne che con la propria fede e il proprio coraggio salvano il proprio popolo, in guerra contro un nemico agguerrito e soverchiante. Questa circostanza è stata messa in relazione con la situazione dello Stato olandese, che nello stesso periodo difende con tenacia e sacrifici la propria indipendenza di fronte alle truppe spagnole.
All’epoca del quadro, Rembrandt – di cui i musei romani non possiedono nessuna opera – ha circa ventisette anni e si sta affermando nel panorama pittorico. In questo periodo la sua bottega di Amsterdam inizia a diventare il principale punto di riferimento per la ricerca artistica (Rembrandt fu anche un incisore di livello ineguagliabile), in grado di soddisfare le esigenze della ricca e composta borghesia olandese. La Donna alla toeletta, dipinta su tela di lino, si caratterizza per gli effetti di luce e per l’eleganza della veste.