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Il cimitero del Verano e le guerre del XIX e XX secolo
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Il monumento funebre di Goffredo Mameli (1827-1849), patriota e poeta, autore delle parole dell’inno nazionale italiano, morto in seguito alle ferite riportate nella battaglia del Vascello durante la difesa della Repubblica Romana (1849), è ubicato sulla sinistra del viale d’ingresso del cimitero, tra i riquadri 1S e 3S.
L’esigenza di onorare con un degno sepolcro la figura di Mameli, sollecitata dai suoi familiari, fu accolta favorevolmente dal Comune di Roma che nel 1889 bandì un concorso fra gli artisti italiani, vinto dallo scultore siciliano Luciano Campisi (1860-1933).
Il monumento, inaugurato solennemente il 26 luglio 1891, è composto dalla scultura del giovane eroe, avvolta in una bandiera e distesa sopra un’urna, addossata a una quinta architettonica impostata su tre gradoni. Il fondale, coronato da una trabeazione dorica, sovrastata dalla lupa capitolina, è compreso tra due pilastri decorati con emblemi attinenti alla poesia e alla guerra, tra cui la lira e la spada.
Nel 1941 i resti di Mameli vennero traslati nel Mausoleo Ossario Garibaldino al Gianicolo, edificato per raccogliere le spoglie dei caduti della Repubblica Romana. L’evento è ricordato nell’iscrizione incisa nella parte posteriore del monumento.
Autore: Luciano Campisi
Datazione: 1891
Materiali: peperino, marmo “Ravaccione” di Carrara, bronzo