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Monumenti

Acquedotto Claudio e Aniene Nuovo

Gli acquedotti Claudio e Aniene Nuovo iniziati a costruire nel 38 d.c. dall’imperatore Caligola e terminati dal suo successore l’imperatore Claudio derivavano la propria acqua, così come la Marcia e l’Anio Vetus dall’alta valle dell’Aniene, in una zona ricchissima di sorgenti sotto i monti della Prugna , nella catena dei Simbruini tra Agosta, Marano Equo e Arsoli.

Acquedotto Marcio

L'acquedotto Marcio era uno tra i più lunghi acquedotti romani (91,208 km); fu costruito dal pretore Quinto Marcio Re nel 144 a.C. Le sorgenti, si trovano nell'alta valle dell'Aniene, vicino Arsoli, e fin dall’antichità l'Aqua Marcia godette fama di acqua eccellente.

Acquedotto Traiano

L’imperatore Traiano costruì l’acquedotto omonimo nel 109 d.C., convogliando l’acqua da alcune sorgenti nei pressi di Vicarello sul lago di Bracciano.

Acquedotto Vergine

L'Acquedotto Vergine, ha un percorso prevalentemente sotterraneo: uno dei tratti in elevato si trova in via di Pietralata, nel punto in cui oltrepassa il Fosso della Marranella alla sua confluenza nel fiume Aniene.

Anfiteatro Castrense

Con tutta probabilità fu costruito dall'imperatore Eliogabalo (218-222 d.C.) come anfiteatro di corte annesso alla dimora imperiale sessoriana (castrum = dimora imperiale).

Annia Regilla - Sant’Urbano

Una costruzione cristiana, dedicata alla devozione del papa Urbano VIII, edificata su di una delle strutture del complesso intitolato alla memoria di Annia Regilla nel 140 d. C. e alle divinità dell’oltretomba.

Annia Regilla - Sepolcro

A sinistra di via della Caffarella, in una stradina discende verso un antico mulino intorno, è possibile vedere il monumento romano conosciuto anche come “ tempio del dio Redicolo”.

Antemnae

Dell’agro sabino-latino il centro più vicino a Roma era quello di Antemnae, situato in posizione strategica su una collina che dominava la confluenza del Tevere con l’Aniene, attualmente occupata dal parco di Villa Ada.

Arco di Gallieno

Edificato da Augusto in travertino, sul luogo della Porta Esquilina delle Mura Serviane, nel punto in cui terminava l'Agger, fu poi dedicato, come riporta l'iscrizione nella cornice, all'imperatore Gallieno e a sua moglie Salonina da un semplice cittadino (M.Aurelius Victor) nel 262 d.C.

Auditorium Mecenate interno

Nel quartiere Esquilino, in via Merulana, si conserva una sala semisotterranea decorata di affreschi, unico resto del complesso architettonico appartenente a Mecenate.

Basilica e Catacomba di Generosa

Le gallerie abbandonate di una cava di pozzolana, sulla via Portuense, vennero adibita, tra la fine del III secolo d.C. e l'inizio del IV, come luogo di sepoltura cristiano.

Basilica e catacomba di San Valentino

L'area ai piedi dei monti Parioli, strettamente legate alla venerazione del martire Valentino, era occupata da un cimitero pagano, per poi essere scelta per le sepolture cristiane.

Casa protostorica di Fidene

Nel Suburbio nord-orientale di Roma il centro di Fidenae ha restituito numerose testimonianze dell’insediamento dell’età del ferro.

Museo Barracco

Il Museo Barracco è ospitato dal 1948 nella prestigiosa sede del palazzo rinascimentale noto col nome di Farnesina ai Baullari. L'edificio fu realizzato nel 1523 per volere del prelato bretone Thomas Le Roy su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. La palazzina, su due piani con eleganti logge intorno ad un piccolo chiostro, si presenta con forme e proporzioni eleganti tipiche del Rinascimento fiorentino. Il Comune di Roma la acquistò alla fine dell'800.

Casale di Giove - esterno

Casale Giovio è un'importante testimonianza funeraria di età romana, situata nel settore occidentale di Villa Doria Pamphilj.

Catacomba di via Rovigno

Nel 1953-54, eseguendo gli sterri per realizzare via Rovigno d’Istria, fu scoperta e parzialmente distrutta una piccola catacomba di due piani con gallerie scavate nel cappellaccio.

Circo Massimo

Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi (600 m di lunghezza per 140 m di larghezza), è collegato dalla leggenda alle origini stesse della città: qui infatti ebbe luogo il ratto delle Sabine che segna uno dei primi importanti eventi della città di Roma.

Cisterna della via Colombo

Il monumento fu scoperto alla fine degli anni Trenta, nel corso degli sbancamenti per la realizzazione della via Imperiale, quando la demolizione di un casale rivelò l'esistenza di un complesso agricolo più antico.

Cisterna largo Zucchi fig. 3

La struttura è situata sulla collina di Monte Mario, fiancheggiata dalla via Trionfale moderna. La strada replica il percorso della  via Triumphalis, strada, nota sin dal II sec. d.C., che collegava il territorio di Roma a quello di Veio.

Cisterna di piazza Ronchi

I ruderi esistenti in piazza Ronchi sono probabilmente pertinenti ad una cisterna costruita in opera laterizia, con uso di mattoni gialli e rossi e nucleo interno in scaglie di tufo.

Cloaca Massima

Il più grande dei collettori romani ancora funzionante, la Cloaca Maxima ebbe origine dalla canalizzazione di un corso di acque di scolo che dal Foro Romano si dirigeva verso il "vicus Tuscus", seguiva un percorso serpeggiante attraverso il Velabro, il Foro Boario e, dopo aver disegnato un'ampia curva, andava a sboccare nel Tevere all'altezza di Ponte Emilio.

Colombari di via Taranto

I due sepolcri sorgono in un’area attraversata in antico dalla via Latina e dalla via Labicana, un territorio a destinazione agricola caratterizzato dalla presenza delle imponenti arcate dell’Aqua Claudia.

Colombario di Pomponio Hylas

Il colombario, scoperto nel 1831 da Pietro Campana, è situato a poca distanza dalle mura Aureliane e vi si accedeva da un diverticolo della via Latina.

Colombario via Olevano Romano

Lungo entrambi i lati della via Prenestina, come avveniva per i principali assi viari in età romana, esistevano vaste aree sepolcrali formate in gran parte da colombari, costruzioni funerarie destinate al ceto umile dove in apposite nicchie si deponevano i vasi (olle) con le ceneri del defunto.

Colombario di via Pinciana

All’interno di Villa Borghese, nell’area verde della Pineta, in corrispondenza di via Pinciana si incontrano i resti di un colombario a pianta quadrata in opera laterizia (m. 5,95 x m. 5,40).

Domus Parthorum

Il complesso archeologico che sorge all'interno dello Stadio delle Terme, presso le Terme Antoniniane, è passato finora quasi inosservato nella bibliografia archeologica, nonostante l'imponenza dei resti conservati, a parte l'identificazione con la Domus Parthorum, citata dai Cataloghi Regionari di epoca costantiniana nella Regio XII.

Excubitorium

L'Excubitorium è situato a 8 metri di profondità rispetto al piano stradale odierno e venne riportato alla luce nel 1865-1866, durante uno dei numerosi scavi ottocenteschi, intrapresi per il recupero di opere d’arte e che ebbe come riferimento un muro antico emergente nel giardino di una casa privata sulla piazza Monte di Fiore, di fronte alla piazza di S. Crisogono, entrambe scomparse nel più recente assetto urbanistico del quartiere.

Fontana Monumentale

Nel 1980 in seguito alla rimozione di un terrapieno nella sede stradale venne portata alla luce una grande vasca rettangolare ai cui muri perimetrali interni si addossa un bancone continuo.

Insula dell'Ara Coeli

Tra il Vittoriano e la scalinata dell'Ara Coeli, sono visibili i resti di un'insula, ossia di una casa d'affitto romana, la forma di abitazione più comune nella Roma imperiale.

Insula dell'Aventino

Lungo le pendici nord-occidentali dell'Aventino, in corrispondenza della soprastante area occupata dalle chiese di S. Maria del Priorato, di S. Alessio e dal vicino Parco degli Aranci, sono visibili grossi tratti di murature antiche pertinenti a strutture abitative, taberne ed horrea collegati forse alle vicine infrastrutture dell'antico scalo fluviale.

Insula di San Paolo alla Regola

Tra il 1978 e il 1982 il Comune di Roma effettuò il restauro di un insieme di fabbricati di sua proprietà situati tra via del Conservatorio e la chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini. Il restauro mise il luce strutture di età romana conservate per quattro piani di altezza, due nel sottosuolo e due al di sopra, restaurate e sopraelevate sin quasi alla situazione attuale già nel medioevo.

Ipogeo di Via Giovanni Lanza

In via Giovanni Lanza, all'altezza del n. civico 130, un tombino nel marciapiede consente l'accesso ad un antico ambiente ipogeo.

Ipogeo di via Livenza

Nel 1923 gli scavi per la costruzione di una palazzina tra via Livenza e via Po, portarono alla scoperta di un edificio sotterraneo ma irrimediabilmente ne danneggiarono le strutture.

Ipogeo di Villa Glori

L’ipogeo situato sul fianco della collina di Villa Glori (Viale Pilsudski) e interamente scavato nel tufo.

Latrina Romana

Il crollo di una parte del muraglione di sostegno del piazzale antistante la chiesa di S. Pietro in Montorio, avvenuto nell'ottobre del 1963, ha portato alla luce i resti di un'antica latrina romana.

Ludus Magnus

Il Ludus Magnus, la più grande delle palestre gladiatorie di Roma, fu costruito dall’imperatore Domiziano (81-96 d.C.) nella valle tra l’Esquilino ed il Celio, in un’area già occupata da strutture di epoca repubblicana e augustea. I resti attualmente visibili appartengono per ad una seconda fase del monumento, attribuita all’imperatore Traiano (98-117), nella quale il piano del Ludus venne rialzato di circa un metro e mezzo.

Mausoleo cd di Menenio Agrippa

Sulla via Nomentana, nel tratto tra il fiume Aniene e la collina del Monte Sacro, furono messi in luce le strutture di tali edifici, negli anni venti del secolo XX, durante gli sbancamenti per la realizzazione del quartiere.

Mausoleo detto "Il Torrione"

Il cosiddetto Torrione era uno dei più grandiosi mausolei di Roma a forma di tumulo contenuto in un poderoso tamburo circolare (circa m. 41 di diametro).

Mausoleo di Augusto

Di ritorno dalla campagna militare in Egitto, conclusasi con la vittoria di Azio del 31 a.C. e la sottomissione di Cleopatra e Marco Antonio, nel 28 a.C. Ottaviano Augusto diede inizio alla costruzione del Mausoleo nell’area settentrionale del Campo Marzio all'epoca non ancora urbanizzato, ma già in precedenza occupato dai sepolcri di alcuni uomini illustri.

Mausoleo di Lucilio Peto

La tomba è a pianta circolare, costituita da un tamburo (circa 34 metri di diametro per una altezza di 16 metri) con il nucleo in opera cementizia, rivestito da un paramento in blocchi di travertino compreso tra due semplici comici a dentelli.

Mausoleo di Monte del Grano

Il mausoleo, conosciuto sin dal medioevo con il nome di Monte del Grano per la sua forma di moggio di grano rovesciato, è celato sotto una collinetta di alberi di olivo nel parco pubblico di piazza dei Tribuni.

Mausoleo di Tor di Quinto

Il monumento, costruito lungo la via Flaminia antica, era originariamente costituito da due tamburi gemelli, posti su un alto podio, realizzati in opera cementizia e rivestiti in marmo.

Mausoleo e piazza di Augusto Imperatore

Il Mausoleo di Augusto rappresenta il più grande sepolcro circolare che si conosca e dagli anni ‘30 del XX secolo, dopo gli interventi urbanistici del Ventennio fascista, occupa la parte centrale della omonima piazza.

Mitreo del Circo Massimo

Il Mitreo del Circo Massimo fu scoperto nel 1931 durante i lavori eseguiti per realizzare un deposito di scene e costumi del Teatro dell'Opera all'interno dell'edificio dei Musei di Roma.

Monte Testaccio

Il Monte Testaccio, conosciuto popolarmente anche come Monte dei Cocci, è una collina artificiale situata nella zona portuale dell'antica Roma e in prossimità dei magazzini (horrea). 

Necropoli di San Paolo

Nell’area compresa tra la Rupe di S. Paolo e l’ansa del Tevere, si addensava una grande necropoli le cui tombe si disponevano lungo la via Ostiense, attorno alla quale si articolò la prima area di culto e la successiva basilica paleocristiana.

Ninfeo degli Annibaldi

Il Ninfeo venne scoperto nel 1895 durante i lavori per il taglio della via omonima ed è oggi sezionato a metà dal muraglione di sostegno della strada.

Ninfeo di Colle Oppio

Nel 1936, durante la sistemazione del Parco di Traiano sul Colle Oppio, fu rinvenuto, circa 6-8 m. sotto il piano stradale, un edificio sotterraneo al quale si accede oggi dal piccolo padiglione all'angolo con viale del Monte Oppio. Da una scala a chiocciola (moderna) ci si immette nel vestibolo e di qui in un cortile.

Ninfeo di via Amba Aradam

L'ingresso al monumento, attualmente, può avvenire o dall'interno dell'archivio del Vicariato e da un tombino lungo la strada, infatti il ninfeo si trova a m. 7.50 sotto il piano stradale, a metà tra la proprietà comunale e quella vaticana.

Ponte Cestio

La prima menzione storica del ponte Cestio è quella dei fasti di Ostia che ricordano un restauro nel 152 d.C., ma la struttura doveva risalire certamente ad età repubblicana.

Ponte Fabricio

Il ponte romano meglio conservato, il Fabricio, fu costruito nel 62 a,C., in sostituzione di una più antica struttura lignea già esistente, secondo quanto dice Livio, nel 192 a,C.

Ponte Milvio

Ponte Milvio, uno dei più antichi di Roma, viene ricordato con questo nome per la prima volta da Tito Livio in relazione alla battaglia del Metauro (207 a.C.) e successivamente (312) per quella tra Costantino I e Massenzio.

Ponte Milvio - Strutture Fluviali

Nel 1893 furono individuatecirca, 300 metri a valle del ponte, alcune strutture di un edificio realizzato in opera reticolata, lungo circa m 70, con un andamento parallelo al fiume.

Ponte Nomentano

Il ponte Nomentano venne eretto nel punto in cui la via Nomentana superava il fiume Aniene ai piedi della collina del Monte Sacro, luogo attraversato dal passaggio delle mandrie transumanti sin dall’antichità.

Ponte Salario

Nel corso dei secoli il ponte fu più volte distrutto e ricostruito. Nel 544 d.C., per mano di Totila, subì gravi danni, nel 565 fu restaurato dal generale bizantino Narsete.

Porta Asinaria

All’epoca della costruzione delle Mura Aureliane la via Asinaria era un percorso di secondaria importanza, legato soprattutto al traffico locale: per questo per il suo passaggio venne realizzata una porta ad un solo fornice nello spazio interposto tra due torri quadrangolari.

Porta Tiburtina

Porta Tiburtina o Porta San Lorenzo è una porta d'ingresso nelle Mura Aureliane di Roma, attraverso la quale la via Tiburtina esce dalla città.

Portico d'Ottavia

Il complesso del portico d'Ottavia prospiciente sul Circo Flaminio (area che corrisponde all'antico ghetto) fu ricostruito da Augusto, al posto del più antico portico di Metello, tra il 27 ed il 23 a.C. e dedicato a nome della sorella Ottavia.

Porticus Aemilia

Strettamente collegata al nuovo porto fluviale costruito alla fine del III sec. a.C. a sud dell'Aventino, la Porticus Aemilia fu un vasto complesso di magazzini situato nella zona retrostante l'Emporium, una piazza destinata al mercato delle merci.

Privata Traiani Domus

Durante il suo regno (249-251), l'imperatore Decio fece erigere sull'Aventino, divenuto in età imperiale un quartiere aristocratico, un edificio termale.

Sepolcreto Salario

Nell'area a ridosso delle mura Aureliane - tra Porta Pinciana e Porta Salaria -, tra il 1700 e i primi anni del '900, gli scavi di urbanizzazione evidenziarono numerosi monumenti sepolcrali.

Sepolcri repubblicani di via Statilia

All'incrocio di via Statilia, furono rinvenuti nel 1916 alcuni sepolcri Repubblicani, risalenti al 100 a.C. circa e interrati nel secolo successivo.

Sepolcro cd. Torraccio della Cecchina

Il sepolcro a tempio, a pianta quasi quadrata, cd. Torraccio della Cecchina prende il nome dall’omonima famiglia che era proprietaria nel Rinascimento del fondo in cui si trovava.

Sepolcro degli Scipioni

L’area archeologica del sepolcro degli Scipioni si trova lungo il tratto urbano della via Appia Antica, all’interno delle Mura Aureliane, prima della Porta S. Sebastiano.

Sepolcro dei Veienti

Il cosiddetto sepolcro dei Veienti sorge lungo la strada che, staccandosi dalla Cassia all’altezza della Tomba di Nerone, si dirigeva a Veio.

Sepolcro di Elio Callisto

Il sepolcro di Elio Callisto, detto " Sedia del Diavolo", è situato nella omonima piazza, lungo la via Nomentana, poco oltre la chiesa di S. Agnese.

Sepolcro di largo Preneste

Edificio sepolcrale costruito tra il II e il III secolo d.C. in opera laterizia con l'uso di mattoni rossi e gialli e riproducente nella forma esteriore alcuni tipi di abitazioni.

Sepolcro di largo Talamo

Il sepolcro fu rinvenuto nel 1935 in viale S. Lorenzo angolo via dei Sardi, lungo l’antico tracciato della via Collatina, e successivamente ricostruito nella collocazione attuale.

Sepolcro di Marco Virgilio Eurysace

La struttura è visibile a ridosso di Porta Maggiore, costituita da un basamento in tufo dell’Aniene e travertino sormontato da una muratura in opera a sacco rivestita da blocchi di travertino.

Sepolcro di Priscilla

I ruderi del monumento sono celati tra due casali moderni, uno, prospiciente la via Appia, era già conosciuto dal Canina come “Osteria dell’Acquataccio”, l’altro nasconde l’antico ingresso al sepolcro.

Sepolcro di via Filarete

Resti di un sepolcro in blocchi squadrati di pietra gabina disposti su due filari, fiancheggiava a sud la via Labicana antica poco oltre il II miglio.

Sepolcro via Bisignano

L'edificio sorge oggi lungo la via Appia Nuova, all'angolo con via Bisignano, nel luogo dove in origine era il tracciato della strada per Castrimoenium, la quale si staccava dall'Appia antica all'altezza del Casale di S. Maria Nova, presso il V miglio.

Stadio di Domiziano

Nel 1936, durante le demolizioni e la ricostruzione delle case esistenti sull'emiciclo dello Stadio di Domiziano, cominciarono ad affiorare la struttura muraria. Dopo uno scavo completo di tutta l'area, i resti dello Stadio furono inglobati nel palazzo dell'INA.

Tabularium

Il Tabularium, imponente edificio di età tardo-repubblicana sui cui resti si fonda il Palazzo Senatorio aveva in età romana la funzione di conservare le tabulae di bronzo con le leggi e gli atti ufficiali dello stato romano.

Teatro di Marcello

L'edificio venne eretto al limite meridionale della IX regione augustea, Campo Marzio, nel luogo che la tradizione aveva consacrato alle rappresentazioni sceniche, dove dal 179 a. C. si trovava il theatrum et proscenium ad Apollinis, connesso con il tempio di Apollo.

Tempio di Claudio

Il tempio dedicato all'imperatore Claudio divinizzato dopo la sua morte, nel 54 d.C., sorgeva sul versante occidentale del Celio. Attualmente non esistono resti dell'edificio templare che conosciamo solo attraverso un frammento della grande pianta marmorea di età severiana, la "Forma Urbis".

Tempio di Veiove

Il Tempio di Veiove è stato rimesso in luce solo nel 1939, durante lo scavo sotto la piazza del Campidoglio per la creazione della Galleria di Congiunzione.

Templi di Apollo Sosiano e Bellona

Alla fine degli anni '30, in occasione degli scavi necessari per ricostruire la chiesa di Santa Rita ed il palazzetto di Flaminio Ponzio, vennero alla luce, nei pressi di piazza Campitelli, varie strutture laterizie pertinenti ad un'insula ed i resti di un portico.
Quest'ultimo è di piccole dimensioni (l'altezza massima poteva essere di 7 m.), si svolge sui lati orientale e settentrionale del tempio di Bellona e prosegue, per quanto visibile, in direzione del tempio di Apollo.

Templi Repubblicani di San Nicola in Carcere

I tre templi sono tuttora parzialmente visibili essendo stati inglobati nella chiesa di S. Nicola in Carcere, mentre il quarto è stato individuato scavando nell’area limitrofa. Nella zona immediatamente adiacente, lungo il fiume si sviluppava il Porto Tiberino con i suoi magazzini.

Terme di Tito

Fatte costruire da Tito e dedicate nell'80 d.C., queste terme occupavano l'area a nord est del Colosseo, nella III regione subito a fianco della Domus Aurea, sulla quale, forse, si andarono, in parte, a sovrapporre.

Foto aerea del Parco di Colle Oppio con sovrapposizione della planimetria delle Terme di Traiano

Situate sulla sommità del Colle Oppio, nella terza regione augustea, le terme furono costruite, come ricordano le fonti letterarie antiche, su progetto del più famoso architetto dell'epoca, Apollodoro di Damasco e dedicate da Traiano nel 109 d.C.

Tomba nel Bioparco

L’edificio sepolcrale venne alla luce nel. 1971 all’interno del Giardino Zoologico, durante i lavori per la costruzione del "villaggio delle scimmie".

Trofei di Mario

Nell'angolo nord del giardino di piazza Vittorio Emanuele II si trova la monumentale struttura laterizia denominata fin dal Medioevo "Trofei di Mario", a causa dei due trofei marmorei, erroneamente attribuiti a Caio Mario, che si trovavano sotto gli archi laterali fino al 1590, quando furono trasportati sulla balaustra del Campidoglio dove tuttora si trovano.

Villa cosiddetta di Plinio

Il complesso rinvenuto nel 1713 ed identificato con la villa posseduta e descritta da Plinio il Giovane (61-114 d.C.) nella lettera indirizzata all’amico Gallo.