Musealizzazione

Il restauro del giacimento

Il restauro del giacimento si è svolto dal marzo al settembre del 2001 a cura della PROGECOR s.r.l., secondo il progetto appositamente redatto in collaborazione con l'Istituo Centrale per il Restauro.
I materiali presenti nel deposito sono essenzialmente lapidei: blocchi di tufo rosato più compatto e blocchi di deposizione fluvio-lacustre di colore grigio-giallo.

Quest'ultimi presentavano problemi di conservazione più severi imputabili a decoesione e frammentazione delle superfici.
Sono presenti, altresì, appositamente lasciati in situ, alcuni " testimoni" delle stratificazioni alluvionali di ghiaie e limi ed alcuni resti di faune pleistoceniche.

L'area Ovest e sud ovest, a stretto ridosso della muratura dell'edificio è sensibilmente più oggetto di umidità che può aver favorito la crescita di numerosi organismi autotrofi come alghe, muschi e piante superiori.
Prima del restauro i blocchi evidenziavano varie alterazioni dalla più superficiale decoesione, alla frammentazione ed alle lesioni profonde e larghe fino a qualche centimetro.
Nelle parti più alte del banco si osservavano solchi di varie dimensioni originati dall'azione meccanica di mezzi agricoli quali aratro, trattori ecc., nonché scritte e disegni effettuate con incisioni sulle superfici.
Nella parte Nord erano presenti annerimenti dovuti a fuochi, mentre, lungo tutto il lato Ovest, erano presenti schizzi e depositi di cemento.
Su tutto il banco vi erano anche molti formicai.

OPERAZIONI DI RESTAURO

- Si è inizialmente proceduto ad una prima sommaria pulizia che ha consentito di procedere alla eliminazione di polvere, sporco e residui di argilla espansa che era stata precedentemente impiegata per la copertura provvisoria del sito. E' stata poi eseguita la pulitura meccanica con scopette, pennelli morbidi e aspiratore.
- Contemporaneamente alla pulitura si è proceduto allo scavo dei "testimoni" residui eseguito da Massimo Ruffo. Sono stati così scoperti altri reperti di natura faunistica e litica ed, in particolare, due denti di elefante, un frammento di impianto di corna di cervo, etc.
- Successivamente è stato eseguito il trattamento biocida allo scopo di eliminare le piante e i muschi presenti in superficie.
- Si è poi proceduto con il delicato intervento di consolidamento del testimone di ghiaie e sabbie.

- Sono stati poi eseguiti gli interventi di integrazione sul materiale lapideo, dopo aver effettuato varie prove di colorazione al fine di scegliere i materiali più adatti per i diversi tipi di roccia.
- Sono state quindi realizzate le stuccature, scegliendo il campione più idoneo per colore. Per le lesioni più profonde, dovute ai lentissimi distacchi dei blocchi, allo scopo di non alterarne la percezione visiva, si è proceduto ad effettuare stuccature ad un sottolivello più basso.
- Si è infine proceduto al consolidamento delle superfici dell'intero sito.
- Per ultimo, sono stati riempiti i vari dislivelli a ridosso della parete Sud (in area non interessata al deposito pleistocenico) con materiale setacciato e proveniente dai precedenti sbancamenti del sito.