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Il progetto quinquennale “I Giorni di Roma” si apre con una grande mostra di capolavori dell’arte antica provenienti dai maggiori Musei europei, databili nel periodo successivo alle campagne di conquista in Grecia (dalla fine del III secolo alla seconda metà del I secolo a.C.), uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale e artistica romana, non solo dell’età repubblicana.
Percorsi del Novecento romano presenta una selezione di circa settanta dipinti e sculture, importanti testimonianze della cultura e dell’arte italiana della prima metà del Novecento
Per la prima volta a Roma viene presentata una selezione di opere, disegni e materiali d’archivio provenienti dallo studio dello scultore triestino Attilio Selva, messi a disposizione dalla famiglia.
Con un omaggio unico e sorprendente a "Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70" e "Contemporanea", la mostra accompagna il pubblico alla scoperta di una Roma d’avanguardia, tra laboratorio critico e underground: un racconto per immagini dedicato all’attività di Graziella Lonardi Buontempo, per scoprire come una grande passione per l’arte contemporanea ha dato vita a una nuova visione della cultura.A Roma La Nostra Era Avanguardia Virtual Tour
MACRO dedica una delle proprie sale all'opera del giovane artista americano Aaron Young con una mostra personale a cura di Costanza Paissan. Chiamato a realizzare un intervento appositamente per il Museo, Young dà vita nello spazio espositivo a un ambiente dal sapore urbano, in cui convivono liberamente diversi luoghi e linguaggi espressivi.In concomitanza con l'inaugurazione della mostra personale al MACRO, Young realizza nella città di Roma un'installazione monumentale in un luogo storico e centrale del tessuto urbano: il Teatro Marcello. Dialogando con le forme architettoniche e con le leggende dell'antico sito archeologico, l'artista ricrea una delle colonne dell'antistante tempio di Apollo, sovrapponendovi una scultura dorata che richiama la forma di una carrozza per turisti. Passato e presente della città di Roma si incontrano in un'opera che è insieme ironico commento alle dinamiche sociali dell'oggi e omaggio spontaneo alle forme dell'antichità.
Con un’ installazione site specific di Jacob Hashimoto, MACRO inaugura il nuovo spazio di congiunzione tra la nuova ala del Museo e l’area di Via Reggio Emilia. L’opera “Silence Still Governs Our Consciousness” è un fluttuante mondo contemporaneo, un’opera fantastica che anticipa il passaggio tra il presente e il futuro del MACRO.Come una “nuvola composta da circa 7000 aquiloni”, l’opera Silence Still Governs Our Consciousness occuperà la sala quasi fosse una “tettoia o un baldacchino”, un elemento sospeso da cui si svilupperanno delle grandi masse che creeranno nello spettatore la sensazione di essere “circondato da una foresta di fili e aquiloni – un ambiente silenzioso, meditativo e scultoreo”. Sintesi tra natura e progettazione tecnologica, l’installazione rappresenta un paesaggio fluido e organico, un luogo meditativo che evoca nuove possibili letture dello spazio, del vuoto, della forma e del tempo.
Micro, Aureo, Adela è il titolo del progetto inedito commissionato dal MACRO all’artista spagnolo Jorge Peris (Alzira, Valencia, 1969). L’intervento, realizzato appositamente per gli spazi del Museo è frutto del lavoro in progress di circa un mese; Peris crea all’interno di una delle sale espositive un ecosistema estremo, che richiama l’ambiente di una salina, approfondendo il rapporto tra acqua e sale e accompagnando il pubblico in un viaggio nel passato infinito.L’artista spagnolo genera un’opera viva, in cui una leggera coltre di sale fa da sfondo a una straordinaria formazione di stalattiti, disposte secondo uno schema a sezione aurea e generate grazie a un processo biologico accelerato. Il sale, minerale fondamentale per la vita, materiale chimico e bene comune per il consumo umano, muove tutta l'attività organica e si trasforma in un veicolo per un viaggio nel passato.
Al secondo piano dell'edificio di via Reggio Emilia, recentemente rinnovato e pronto a collegarsi in modo armonico con la nuova ala del Museo, è presente la sala personale dedicata all'artista portoghese João Louro. Un mondo in cui nulla è come sembra, un universo in cui visione e linguaggio entrano in cortocircuito e creano originali percorsi espressivi.Una delle sale del Museo ospita My Dark Places, mostra personale dell'artista portoghese João Louro (Lisbona, 1963), a cura di Luca Massimo Barbero. Nello spazio espositivo sono stati riuniti lavori inediti, prodotti dal Museo appositamente per la mostra, parte della serie Blind Images. Un nucleo di opere strettamente collegate tra loro, basate sui concetti apparentemente antitetici di “paura” e “piacere” e sulle suggestioni letterarie di Dalia nera di James Ellroy e delle opere del Marchese de Sade. Il minimalismo formale e la purezza cromatica dei grandi monocromi hanno il proprio contrappunto, ironico e sottile, nelle frasi riportate nella parte inferiore dell'opera, simili a didascalie o sottotitoli. In questi testi l'osservatore non trova una semplice spiegazione o descrizione, ma suggestioni nuove, che aprono la mente e lo sguardo a mondi lontani e diversi, densi di citazioni filosofiche e letterarie.
Un grande maestro del contemporaneo ripensa uno spazio del MACRO: lo trasforma in un luogo di energia pulsante e coinvolge il pubblico in una esperienza totale, fisica e psichica insieme.Grazie a un progetto concepito da Gilberto Zorio appositamente per gli spazi del MACRO, una delle sale del museo si trasforma in una sua grande opera tesa al coinvolgimento fisico ed emotivo del pubblico. Come spesso accade nel suo lavoro, Zorio ha pensato a un lavoro in fieri, che conferisce allo spazio, attraverso segni e tracce di materiali differenti, inconsueti, mutevoli e instabili, una identità in continua modificazione.
Il ciclo MACRO PROGETTI SPECIALI, iniziato nell’estate del 2009, dà la possibilità a giovani artisti della scena artistica italiana e internazionale di invadere spazi alternativi del MACRO, per interagire con l’architettura del Museo e le sue potenzialità. Con Luca Trevisani procede la metamorfosi delle pareti degli ingressi alle ali espositive del Museo: tali aree divengono così non solo uno spazio di passaggio, ma luoghi di nuove esperienze estetiche. Evoluzione di Gibbosa e Sfuggente, l’opera di Trevisani – Lo spazio è un giardino da coltivare – rappresenta nelle sue forme insieme organiche e artificiali, le fasi lunari nello spazio cosmico. Le immagini rievocano i ritmi delle maree, i movimenti astrali e le geometrie celesti, forze ed entità che governano la vita umana, determinandone i tempi e le stagioni.
La mostra organizzata in occasione dei 90 anni di amicizia tra i Cavalieri di Colombo e la città di Roma, ripercorre attraverso fotografie, ritratti, documenti ed articoli di giornale, la storia della società cattolica di mutuo soccorso “Cavalieri di Colombo” fondata il 2 ottobre 1881 da Padre Michael J. McGivney.
Esposizione che attraverso una serie di di video interviste, racconta la filosofia e le esperienze di vita degli abitanti di tutto il pianeta
Ritratti come paesaggi. E viceversa. La mostra di Tullio Pericoli, “Lineamenti. Volto e paesaggio” è una selezione, a cura di Federica Pirani, di 53 oli di grandi dimensioni realizzati tra il 2007 e il 2010 che prende in esame la ricerca pittorica sul ritratto e sul paesaggio condotta dall'artista marchigiano (nato a Colli del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, e trasferito dal 1961 a Milano) notissimo finora soprattutto come disegnatore e ritrattista. "Io, dentro il mio dipingere metto il piacere di trasformare in pittura la bellezza del mondo usando i graffi del disegno come antiche cicatrici di un volto, i solchi del pennello, la sapienza dell'impaginazione, la capacità di leggere con gli occhi le stratificazioni e le relazioni presenti nella natura" afferma Pericoli.
Dopo il successo di pubblico riscosso lo scorso anno dagli eventi culturali e di intrattenimento presentati nell’ambito di Roma in Scena e dai percorsi di archeologia sotterranea proposti per la rassegna Roma Nascosta, il Comune di Roma continua nella sua politica di promuovere iniziative che puntano a valorizzare il patrimonio artistico e culturale della capitale, favorendo il coinvolgimento degli operatori privati che svolgono attività continuativa e preminente nel settore della cultura, dello spettacolo e dell’archeologia.Questa estate si svolgerà l’edizione 2010 di ROMA IN SCENA e la prima edizione di ROMA SEGRETA DALLA A ALLA Z.
MACROwall: Eighties are Back! è un progetto che si propone di rileggere l’arte italiana degli anni Ottanta attraverso un ciclo di mostre personali di dieci artisti rappresentativi delle diverse tipologie di ricerca che hanno caratterizzato la produzione artistica del decennio. Ogni artista è invitato ad esporre su un’unica parete due opere, una storica e una recente, per permettere al pubblico di riscoprire la vitalità delle ricerche artistiche degli ultimi anni. Le opere sono accompagnate da schede redatte da due critici d’arte di diverse generazioni: il più giovane interpreta l’opera storica e viceversa.Il secondo appuntamento di MACROwall: Eighties are Back! vede protagonista il pittore e scultore Luigi Carboni (Pesaro 1957).
In mostra 36 litografie di Denis Auguste Marie Raffet (1804-1860), racchiuse nell’album Souvenirs d’Italie. Expédition de Rome, per illustrare le varie fasi della spedizione francese a Roma del 1849.
E’ il 1949 quando, sotto gli occhi della stampa internazionale, si sposano a Roma Linda Christian e Tyrone Power. Nel 1950 la Metro Goldwyn Mayer sceglie Cinecittà per girare Quo Vadis. Nasce la Cafè-Society, con riti, caratteri e personaggi che Fellini racconterà ne La Dolce Vita; fascino, bellezza, divismo, celebrità e pettegolezzo entrano così nel quotidiano.
Spettacoli del Planetario di settembre
Il progetto in mostra “Il mondo che non vedo” attraverso le opere fotografiche di Fabiano Parisi (Roma, 1977), punta l’obiettivo su un racconto per immagini dei luoghi abbandonati e degradati delle nostre città.
La mostra rievoca gli episodi bellici avvenuti a Porta San Paolo tra l’8 e il 10 settembre 1943 per la Difesa di Roma da parte dei Lancieri di Montebello e dei Granatieri di Sardegna contro le truppe di occupazione tedesca.
Un’ampia antologica dedicata a questo pittore (1926-1995), che fu artista fuori dagli schemi tanto nel linguaggio che nella carriera.
La mostra propone in ordine alfabetico una selezione di 70 progetti accompagnati dalle presentazioni degli autori, e comprende il progetto vincitore e altri lavori che sono stati scelti in particolare per l’originalità dell’interpretazione del tema di concorso.
Nell’ambito delle celebrazioni dedicate a “Roma: Capitale d’Italia da 140 anni” mostra dedicata a Giovanni Barracco - raffinato collezionista di scultura antica, deputato e senatore del primo Parlamento dell’Italia unita - nel museo che reca il suo nome
La mostra illustra, attraverso un’ampia selezione di dipinti e sculture provenienti dalle collezioni del Museo di Roma e da altre importanti raccolte pubbliche e private, gli eventi più significativi della Roma risorgimentale: dalla Repubblica Romana del 1849, alla sconfitta di Garibaldi a Mentana, fino al definitivo crollo del potere temporale della Chiesa con la presa della città da parte dei bersaglieri il 20 settembre 1870.
Evocare il mondo romano è stato forse il sogno più antico, a partire proprio da coloro che si sono accorti per primi della sua scomparsa, consapevoli del mutare dei tempi. Oggi, nell’era della tecnologia e della comunicazione, il festival vuole provare a ricreare la Roma imperiale.
Alla Casina delle Civette in mostra le opere del pittore Carlo Sismonda
Nuova edizione di FotoGrafia Festival Internazionale di Roma, il cui tema quest'anno è FUTURSPECTIVES, ovvero “può la fotografia interpretare il futuro?”
È stata prorogata al 12 dicembre 2010 "Armando Spadini a Roma: tra impressioni e impressionismo, esposizione di alcune opere dell’autore appartenenti alla collezione della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, mai esposte prima.
Attraverso circa cento opere, in gran parte fotografie originali datate dal 1849 al 1870, la mostra ripercorre il periodo risorgimentale e in particolare gli anni compresi fra la Repubblica Romana del 1849 e la presa di porta Pia del 1870, anni che coincisero con il pieno affermarsi della nuova tecnica fotografica che, a Roma in particolare, ebbe un notevole sviluppo soprattutto nella ripresa di vedute e monumenti.